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| Bruno Dayan |
Tutta questa spossatezza. Forse al mattino, nel momento in cui l'innocenza conosce l'orrore decadente di questi giorni, e trova la forza per attraversare ancora una volta il diaframma immondo della paura.
Dove ci porta questa strada, qualcuno se lo domanda ancora? Raccogliamo fiori selvatici, gialli e rosa. Scacciamo le mosche, camminiamo con le mani nelle nostre tasche vuote. Via via anche le parole sembrano eccedere e non le usiamo più.

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