Molti passi in cuoio, testa di moro, con duilio. Il velluto ancora caldo di sole; jeans, e la bellezza della camicia sulla pelle.
In solitudine a sera, guardando una luna piena mentre ci bevo su. Pane, gorgonzola, fichi e melograno. Un Lugana.
Conta molto il modo in cui si porta a fine una giornata. O forse no. Basta saperla guardare, ancor prima di pensare al domani.
Poi andrà in pasto agli enzimi della notte, tra fantasmi e sogni: quel che la scienza ancora non sa. Quel che non mi va di capire. L'inconscio sagoma i limiti, li trincia e li espande. Poi li scorda. Meglio: li rilascia nel vasto imperfetto che mi abita e circonda.
Avrei dovuto raggiungerla a quel tavolo, persa nella sua miopia e nel bicchiere quasi vuoto.
Avrei dovuto raggiungerla a quel tavolo, persa nella sua miopia e nel bicchiere quasi vuoto.
2 comments:
Prosa poetica...decisamente il mio genere. Interessante.
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